Dieci anni dalle Olimpiadi invernali, come é cambiata la città?


Per sempre scolpiti nella mia mente saranno due momenti dell’inaugurazione dei Giochi Invenali a Torino del 2006 a cui ho assistito sul mega schermo in piazza S.Carlo. La bambina che canta l’inno nazionale durante l’alzabandiera , Eleonora Benetti, e l’ultima apparizione di Luciano Pavarotti che canta il ‘Nessun dorma’, diventato in quell’occasione inno della sua battaglia contro il cancro, che purtroppo lo sconfiggerà pochi mesi dopo. Le Olimpiadi le ho vissute da provinciale, vivevo ancora fuori città  e a Torino ci venivo per lavoro, per studio e per le amicizie. È stato l’anno ed il mese in cui ho iniziato a lavorare in Seat, quindi tutta la mia vita sarebbe cambiata di lì a poco e c’era molto fermento nell’aria. Ecco, da quel momento la città non è stata più la stessa. Dopo decenni di intorpidimento all’ombra di colossi industriali, letteralmente invasa da una classe operaia che si era trasferita per esigenza ed ha costruito il suo futuro di grandi aspettative, transitando per il presente, ma non si era ancora innamorata, non si sentiva ancora del tutto torinese. Immagino non sia stato facile.

Torino é diventata, o tornata, una città turistica, poetica, in cui viverci e in cui passeggiarci con spensieratezza, ma che cerca ancora, inesorabilmente, nuovi stimoli, nuove energie. La più bella ed innovativa linea metropolitana, ma una linea sola che non può servire tutta la città (ritarda terribilmente l’integrazione della linea 2). La città della cultura, con i suoi musei, le mostre e concerti, l’orchestra sinfonica nazionale della Rai, il Teatro Regio, il Teatro Stabile, il Carignano…la città del cinema, impegnato e non ed il suggestivo museo nazionale nella Mole Antoneliana, simbolo indiscusso della città. Torino ha accettato anche sfide coraggiose e le ha vinte, premiando il suo ardimento. Le domeniche nei musei nazionali gratuite hanno riportato le famiglie nei palazzi storici e portato in luce le meraviglie del regno sabaudo. Anche Expó 2015 ha lasciato un segno in città, uno dei tanti é stata l’inaugurazione del Museo Egizio dopo il restauro… Viviamo di stimoli e di speranze. A volte nel romantico torpore della nebbia padana che si alza nell’arco della giornata per lasciare spazio al meraviglioso skyline di guglie e palazzi (non sempre meravigliosi) e sullo sfondo l’arco alpino, in questa stagione innevato.  Tutto nello stesso dipinto, nello stesso momento. Tutto lì, come fermo nel tempo, eppur sempre in movimento. La mia Bela Turin!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...