Benvenuto 2017!


Per me il 2016 è stato un anno pessimo… due recenti lutti in famiglia, preoccupazioni sul lavoro, ma oggi sono qui con mia moglie e mia figlia… Godiamo di ottima salute e guardiamo con ottimismo al domani. Addio vecchio bastardo 2016, benvenuto 2017 ricco di luci e speranze! Non é così ogni anno forse? In realtà vorrei solo dedicare un pensiero a chi non c’è più e vive nei miei ricordi, a chi continuerà con me questo viaggio e vorrei lasciare un messaggio alla famigerata “scatola di cioccolatini”… a me piacciono al latte!!!
Un Sincero Augurio a tutti quanti, amici “faccia-libro” e offline.

Questo ho scritto sulla bacheca di Facebook il 31 dicembre, aspettando l’anno nuovo. E’ trascorsa una settimana, la prima,  e nel frattempo 2 attentati terroristici, ad Instanbul ed in Florida, nevica in tutto il centro-sud del Paese con temperature polari, è mancato il grande direttore d’orchestra Georges Prêtre…e, a parte questo, non si vedono ancora segnali di cambiamento sostanziale che facciano ben sperare o disperare… Una celebre citazione di Warren G. Bennis è molto chiara nel sostenere che “Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto.” 

Quindi se il seme fertile del cambiamento parte da noi non dobbiamo aspettare nient’altro; non esiste anno, giorno, ora, pretesto (o scusa) per rimandare e non attuare un progetto di cambiamento!

Eppure per la maggior parte delle persone sembra essere rassicurante che non cambi niente e si possa continuare con le lamentele comodamente impoltriti nell’area di comfort, anche se negativo. Io spesso mi ripeto che vorrei avere la forza per cambiare alcune cose nella mia vita, ma mi rendo conto che sono solo diventato più sofisticato ad elaborare giustificazioni convincenti per rimandare o desistere.

Invece dovremmo reagire, scalpitare, ribellarci alla pigrizia e praticare quotidianamente piccoli atti rivoluzionari contro le abitudini. Dovremmo essere capaci ogni giorno di svegliarci e domandarci che giornata vorremmo vivere piuttosto che rassegnarci a subire quella propinata da un inappellabile destino.

Credo davvero che gli unici a potersi rivalere sulla sorte avversa siano i bambini nati in condizioni di guerra, fame e malattia e ce ne sono tanti, tantissimi, troppi…condannati a lottare per la sopravvivenza fin dal primo istante di vita più di chiunque altro.  Tutti gli altri, me compreso, credo che almeno qualche scelta abbiano potuto operarla nella vita, anche se non in condizioni ideali e serene, ma in qualche modo gli sia stata offerta l’opportunità anche di rimediare agli errori commissi. Talvolta per attuare le proprie scelte bisogna superare grandissime difficoltà, ma non è impossibile. Nessuno è innocente e non possiamo  essere tutti colpevoli, ma possiamo certamente scegliere di non essere almeno complici.

Quindi il nuovo anno sarà capace di portare cambiamenti quanto ognuno di noi sarà disposto a provocarne le conseguenze con coraggio e determinazione. Tutto il resto sono propositi sterili, parole al vento… l’augurio va a me e a tutti Voi di trovare la forza per essere protagonisti del cambiamento che avverrà. Ho tantissimi libri che vorrei leggere, è ora di iniziare a farlo… tantissime cose che vorrei impararare…è ora di rimettersi a studiare… Ho 88 tasti da solleticare con maggiore frequenza e con meno rimpianto…

Senza chiedersi troppo quale sia lo scopo, il ritorno economico, ma guardandoli come unica possibilità per parlare di un domani con una carica e motivazione differenti. Poi vada tutto in vacca, ma ci ho provato con tutte le mie forze, anche se non sarà bastato…lo sforzo e l’impegno sicuramente mi avranno portato più lontanto di dove staziono oggi!

Un esempio? Questo autunno sono riuscito a prendere la straordinaria (e fino ad allora visionaria) abitudine di alzarmi presto al mattino ed andare a correre, tutte le mattine… le mie giornate sono iniziate con 1 ora di sonno in meno, ma con alcuni km in più nelle gambe!

Poi purtroppo mi sono infortunato ed ho perso questa abitudine, ho dovuto rinunciarvi sopportando la stessa fatica impiegata per raggiungere il mio obiettivo.  Lunedì ricomincerò, devo farlo, voglio farlo. So già in parte cosa mi aspetta giorno dopo giorno (e questo può diventare un deterrente)…la prima settimana 2 km morto stremato, con il fiato corto e la paura di provare dolore alla caviglia…poi la seconda settimana 3 km con la sensazione di sentire esplodere i polmoni…e poi tra un mesetto 5 km con le gambe molli e pesanti, il freddo che ti entra nelle ossa, ma la velocità gradualmente aumenta e poi …

E poi vedremo…l’unico modo per scoprirlo è iniziare a correre e non guardare la strada dietro i miei passi, ma cercare sempre il passo successivo come l’inevitabile conseguenza di un battito del cuore o del respiro, giorno dopo giorno sempre meno affannoso.

Che soddisfazione a ripensarci sotto la doccia calda! 30, 40 min al massimo ed alle 8 la giornata che mi aspetterà sarà diversa perchè io mi sentirò diverso.

Proverò a riprodurre questo atteggiamento in ogni aspetto della mia vita, pensando che i primi giorni sarà durissima cambiare di nuovo abitudini, che le scuse ed i pretesti per non farlo saranno molto convincenti e dovrò vincerli con ostinazione e determinazione. Il premio sarà sentire il vento nei capelli, lo scalpitio dei passi sul selciato anche quando sarò seduto alla scrivania o in macchina fermo nel traffico. Ogni volta che dovrò andare da qualche parte, con la mente o con le scarpe…ci andrò correndo!

Buon divertimento!

 

 

 

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